La visione arcaica della famiglia può comportare l’addebito della separazione
Accolta la richiesta avanzata da una donna nei confronti del marito, reo di non avere instaurato un dialogo con lei e con i figli
Inutili le obiezioni sollevate dall’uomo. Per i giudici, difatti, la condotta aggressiva della donna e i suoi comportamenti, frutto di superficialità e gelosia, si sono inseriti in un contesto connotato da reciproche incomprensioni e, pertanto, hanno rappresentato l’effetto e non la causa della irrimediabile crisi coniugale
Eccessiva, secondo i giudici, la reazione dell’uomo, chiamato “scemo” dalla figlia. Logico, sempre secondo i giudici, parlare di abuso dei mezzi di correzione